L’auto resta indispensabile ma si alza l’asticella della sostenibilità

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30 aprile 2021 - I nostri consigli

Auto e cittadini: un rapporto d’amore che cambia (all’insegna della sostenibilità) ma non finisce mai. Secondo una ricerca internazionale del 2020-2021*, infatti, le quattroruote rimangono insostituibili per la maggior parte dei consumatori, anche se variano le modalità con cui ci si rapporta, influenzate da fattori come la sempre maggior attenzione alle tematiche ambientali o dalle misure restrittive imposte da molti Paesi in relazione alla attuale pandemia.

“Il nuovo orizzonte di speranza che la ricerca delinea per il settore automobilistico – sottolineano i promotori – passa attraverso un nuovo approccio all’acquisto del consumatore che, secondo le recenti rilevazioni, risulta più sensibile nei confronti dei veicoli prodotti localmente, più orientato all’acquisto di auto elettrificate e sempre più attento ad un contenimento del budget, a cui è atteso contribuire anche lo Stato”.

IMPOSSIBILE VIVERE SENZA

In Italia 6 persone su 10 dichiarano di non poter fare a meno dell’auto. La media europea che risponde “no” alla domanda “sareste pronti o meno a vivere senza un’automobile” è del 56%, mentre quella mondiale del 55%. In Europa solo il Regno Unito vede un vantaggio dei “sì” (51% contro 49%), con i più convinti sostenitori delle quattro ruote in Belgio e Turchia (entrami al 67%). In tal senso, si legge nella ricerca, “ritroviamo la stabilità nei paesi occidentali, mentre constatiamo invece un aumento dell’uso dell’auto nei paesi emergenti, soprattutto in Cina e in Turchia”.

PECORA NERA?

Se da una parte per molti decenni l’automobile è stato uno status symbol e ha rappresentato l’oggetto forse più rappresentativo dello sviluppo economico quantomeno occidentale, negli ultimi anni è stata additata da molti come una “pecora nera”.
“Nera come i gas di scarico – dicono i ricercatori – che viene accusata di emettere nell’aria delle città, in un’epoca in cui lo sviluppo deve necessariamente essere sostenibile e rispettoso dell’ambiente”. Ben il 72% degli intervistati (il 69% in Europa) pensa infatti che le critiche nei confronti dell’automobile rispetto all’ambiente siano giustificate. In tutti i paesi il risultato è superiore al 50%. In Europa, Belgio, Francia e Germania (63%, 60% e 55%) sono i meno critici, mentre in Italia questa graduatoria si attesta al 79%.

UN AMORE IN EVOLUZIONE

“Presa di mira ma insostituibile. Criticata ma indispensabile. Sulla lista nera ma intramontabile. Tra l’automobile e gli automobilisti è sempre un tira e molla, come nei rapporti d’amore in cui i due partner non possono vivere insieme ma neanche separati”, dicono i promotori della ricerca. Quindi?
I consumatori europei e internazionali sono favorevoli (rispettivamente al 32% e 35%), abbastanza favorevoli (entrambi al 47%) e favorevoli (79% e 82%) a iniziative urbane che favoriscano modalità di trasporto a basso impatto ecologico (camminare a piedi, bicicletta, monopattino) anche a costo di limitare l’uso dell’auto.
Un altro importante fattore di evoluzione verso il futuro è il cambiamento del parco circolante da veicoli a combustione (benzina e diesel) a quelli elettrici.

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(* Ricerca pubblicata dall’Osservatorio Findomestic. Le analisi economiche e di mercato, nonché le previsioni, sono state realizzate in partenariato con la società di studi e consulenza C-Ways, specializzata in Marketing di Anticipo. Le indagini sul campo riguardanti i consumatori in termini quantitativi sono state condotte da Harris Interactive dal 2 all’11 settembre 2020 in 15 paesi: Belgio, Brasile, Cina, Francia, Germania, Giappone, Gran Bretagna, Italia, Olanda, Polonia, Portogallo, Spagna, Stati Uniti, Sudafrica e Turchia, per un totale di 10.000 persone intervistate online (modalità di raccolta dati CAWI). Gli intervistati hanno un’età dai 18 ai 65 anni e rappresentano campioni nazionali rappresentativi di ciascun paese).